carena Basso (CB) Basso hull (BH)
Un'innovazione Stefano Basso Design
Un'innovazione Stefano Basso Design
Racing version
Il progetto nasce nel 2018 dall'analisi dei limiti dei moderni scafi open ocean race caratterizzati da ampie sezioni trasversali le quali generano un elevata resitenza all'avanzamento nella navigazione con brezze leggere sia nelle andature di bolina che portanti, sono barche nate per sviluppare elevate performance con vento medio e sostenuto ma che mostrano forti limiti in assetto dislocante non potendosi avvantaggiare della grande potenza a loro disposizione. Gli stessi handicap si riscontrano negli scafi da crociera e regata-crociera di nuova generazione che si rifanno alle caratteristiche tecnico dimensionali delle classi open.
Per ovviare a questi limiti abbiamo studiato e disegnato una carena per certi aspetti del tutto nuova, sviluppando forme nate da intuizioni e da analisi dinamiche di uno scafo moderno dalle ampie sezioni trasversali posto in condizioni di vento leggero.
La carateristica peculiare e visibile al primo sguardo è sicuramente il tunnel centrale che da poppa si estende fino a quasi centro barca digradando e raccordandosi con le sezioni centrali ad U, per il resto la forma dello scafo rimane entro i canoni delle barche della stessa categoria, lo stesso per quanto riguarda le dimensioni fuori tutto dello scafo, per fare un esempio un 12m avra una larghezza massima al baglio di 4.5m nel caso di un class40 e di 3.7 nel caso di un 10m dalle sezioni potenti. L'altezza del tunnel dal piano d'acqua misurato sullo specchio di poppa è di soli 11cm/15cm, quindi all'occhio risultera una carena innovativa avveniristica e dalle linee accativanti ma non eccessiva.
L'entità del tunne non modifica l'ergonomia interna e l'abitabilità della barca essendo collocato nella zona centro poppiera dello scafo.
Le forme della carena Basso sono studiate per dare allo scafo la massima stabilità di forma e il massimo momento raddrizzante possibile nonchè la potenza necessaria per ottenere elevate performance in tutte le condizioni di vento, l'innovativo shape della carena è studiato per sviluppare la minima resistenza possibile nelle brezze leggere, ossia le tipiche condizioni di navigazione del diportista medio, pur mantenendo sezioni trasversali potenti.
Il raggiungimento di questo risultato è stato ottenuto grazie alla peculiare forma della poppa e delle sezioni centro poppiere dello scafo, in questa zona le sezioni sono caratterizzate da un tunnel centrale e due pattini all'altezza delle ginocchia dello scafo (geometria a W), procedendo verso centro prua il tunnel va a digradare riportando le sezioni ad una classica geometria ad U.
Analizzando la dinamica dello scafo in navigazione con brezze leggere e quindi con pochi gradi di sbandamento (ad esempio 8 gradi) nelle andature di traverso e bolina il pattino di sopravento si alzerà completamente dal piano d'acqua, saranno quindi solo le sezioni poppiere del pattino di sottovento a rimanere immerse riducendo l'attrito, avremo un piano di galleggiamento dinamico di superficie ridotta rispetto ad uno scafo classico, questo comporterà una drastica dimiuzione della resistenza all'anzamento dovuta alla considerevole riduzione della superficie bagnata e della conseguente riduzione della resistenza di forma.
In condizioni di vento sostenuto la maggiore superficie delle sezioni centrali e prodiere sviluppano una spinta idrodinamica capace di generare un angolo di assetto longitudinale tale da favorire la planata assicurando ottime performance. Nelle andature portanti la configurazione a W della poppa sviluppa una geometria simile a quella di un catamarano dove entrambe i pattini sono a contatto col piano d'acqua, il risultato è una drastica riduzione del rollio e un sostanziale aumento della stabilità con un conseguente miglioramento delle performance. La diminuzione del rollio comporta una migliore efficienza del piano velico, infatti ad ogni movimento oscillatorio trasversale dello scafo si ha una perdita di efficienza del piano velico pagato sotto forma di dispersione cinetica (oscillazione), la stabilizzazione dello scafo riduce la dispersione a favore della risultante propulsiva del piano velico e di conseguenza delle performance della barca, si ottengono in oltre una migliore stabilità di rotta una maggiore sicurezza e confort durante la navigazione. Si potrà adottare una configurazione a canting keel + foil nell'utilizzo in regata oceanica e non solo.
Stefano Basso
stefanobassodesign@libero.it
La carateristica peculiare e visibile al primo sguardo è sicuramente il tunnel centrale che da poppa si estende fino a quasi centro barca digradando e raccordandosi con le sezioni centrali ad U, per il resto la forma dello scafo rimane entro i canoni delle barche della stessa categoria, lo stesso per quanto riguarda le dimensioni fuori tutto dello scafo, per fare un esempio un 12m avra una larghezza massima al baglio di 4.5m nel caso di un class40 e di 3.7 nel caso di un 10m dalle sezioni potenti. L'altezza del tunnel dal piano d'acqua misurato sullo specchio di poppa è di soli 11cm/15cm, quindi all'occhio risultera una carena innovativa avveniristica e dalle linee accativanti ma non eccessiva.
L'entità del tunne non modifica l'ergonomia interna e l'abitabilità della barca essendo collocato nella zona centro poppiera dello scafo.
Le forme della carena Basso sono studiate per dare allo scafo la massima stabilità di forma e il massimo momento raddrizzante possibile nonchè la potenza necessaria per ottenere elevate performance in tutte le condizioni di vento, l'innovativo shape della carena è studiato per sviluppare la minima resistenza possibile nelle brezze leggere, ossia le tipiche condizioni di navigazione del diportista medio, pur mantenendo sezioni trasversali potenti.
Il raggiungimento di questo risultato è stato ottenuto grazie alla peculiare forma della poppa e delle sezioni centro poppiere dello scafo, in questa zona le sezioni sono caratterizzate da un tunnel centrale e due pattini all'altezza delle ginocchia dello scafo (geometria a W), procedendo verso centro prua il tunnel va a digradare riportando le sezioni ad una classica geometria ad U.
Analizzando la dinamica dello scafo in navigazione con brezze leggere e quindi con pochi gradi di sbandamento (ad esempio 8 gradi) nelle andature di traverso e bolina il pattino di sopravento si alzerà completamente dal piano d'acqua, saranno quindi solo le sezioni poppiere del pattino di sottovento a rimanere immerse riducendo l'attrito, avremo un piano di galleggiamento dinamico di superficie ridotta rispetto ad uno scafo classico, questo comporterà una drastica dimiuzione della resistenza all'anzamento dovuta alla considerevole riduzione della superficie bagnata e della conseguente riduzione della resistenza di forma.
In condizioni di vento sostenuto la maggiore superficie delle sezioni centrali e prodiere sviluppano una spinta idrodinamica capace di generare un angolo di assetto longitudinale tale da favorire la planata assicurando ottime performance. Nelle andature portanti la configurazione a W della poppa sviluppa una geometria simile a quella di un catamarano dove entrambe i pattini sono a contatto col piano d'acqua, il risultato è una drastica riduzione del rollio e un sostanziale aumento della stabilità con un conseguente miglioramento delle performance. La diminuzione del rollio comporta una migliore efficienza del piano velico, infatti ad ogni movimento oscillatorio trasversale dello scafo si ha una perdita di efficienza del piano velico pagato sotto forma di dispersione cinetica (oscillazione), la stabilizzazione dello scafo riduce la dispersione a favore della risultante propulsiva del piano velico e di conseguenza delle performance della barca, si ottengono in oltre una migliore stabilità di rotta una maggiore sicurezza e confort durante la navigazione. Si potrà adottare una configurazione a canting keel + foil nell'utilizzo in regata oceanica e non solo.
Stefano Basso
stefanobassodesign@libero.it
Grazie alla particolare geometria delle sezioni centro/poppiere della carena Basso si ottengono due punti di contatto col piano d'acqua "2 punti d'appoggio" posizionati tra loro alla massima distanza disponibile ossia all'altezza del ginoccio dello scafo, sfruttando quindi tutta la larghezza delle sezioni poppiere che nelle imbarcazioni open coincidono con la sezione maestra. Il risultato sarà la massima stabilità di forma ottenibile, avremo un braccio di raddrizzamento (br) maggiore rispetto ad uno scafo standard con tutti i vantaggi che questo comporta, quindi un minore sbandamento e di conseguenza uno scafo più libero e meno schiacciato in acqua, il che comporta un miglioramento delle prestazioni generali, una risultante di spinta propulsiva del piano velico più efficiente, una maggiore propensione alla planata in caso di aumento del vento.
La carena nella versione regata, lo shape è applicabile alla classe IMOCA cosi come alla Class 40 con le opportune modifiche dimensionali.